"Ingegnere per vocazione, fotografo per passione"
 

Il tempo è elastico

“Chi viaggia sa che il tempo è elastico. La stessa strada fatta in circostanze diverse può sembrare lunghissima e corta; e sull’acqua questa percezione diventa ancora più forte. I Greci l’avevano capito e avevano tre modi di chiamare il trascorrere delle ore.

Uno è kronos, il tempo del gran da fare, scandito da appuntamenti e preoccupazioni.

Il secondo è aion, che è tutt’altra cosa: l’infinito, incommensurabile eterno presente che si assapora nei momenti di ozio, e che solo gli dèi sanno misurare.

Il terzo, il più inafferrabile, porta il nome di kairos, che significa l’occasione, l’imprevisto che ti taglia la strada e ti ribalta la vita.

Dei tre il più temibile è il primo, perché crea un’accelerazione tale da accorciarla; e infatti Kronos non è una madre che nutre i figli ma un padre spietato che li divora. Un uomo impegnato può farsi divorare dalla sua agenda, e la montagna di posta inevasa che lo attende alla fine di una trasferta può essere tale da rovinare la dolcezza del nostos, il ritorno a casa.

A quel punto il malcapitato preferisce smaltire la corrispondenza in viaggio, ma così lascia che kronos gli tolga kairos, l’occasione di incontro che fa il sale della libertà, e gli uccida quel silenzio interiore capace di connetterlo a quel po’ di aion che gli dèi gli concedono.”

Paolo Rumiz in “Morimondo”

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